Questo e' il blog per gli studenti d'italiano dell'istituto Spaanit,uno spazio che vi permetterá di comunicare in italiano!
Troverete informazioni sui gruppi di lavoro, links interessanti, esercizi online, foto, video, dizionari e altre risorse, e anche uno spazio per il chat e dove potete lasciare i vostri commenti.
Non esitate a partecipare!!
Buon lavoro!!
L’autunno del 1629, la carestia era ancora nella città di Milano, ma anche l’epidemia della peste era entrata, come previsto diffusa dall’esercito tedesco: la popolazione della città diminuì in questo tempo del 75%. L’esercito tedesco era in Lombardia a combattere con l’esercito francese per il controllo del ducato di Mantova, dato che il duca era senza eredi. Durante questo periodo don Abbondio, Lucia ed Agnese avevano cercato rifugio nel castello dell’ Innominato.
Renzo, da sé guarito dalla peste, era ritornato dal Bergamasco, dove aveva trovato rifugio e lavoro dal filotoio di suo cugino Bartolo, a cercare Lucia. L’ha trovata, anche lei spontaneamente guarita dalla peste, nel lazzaretto in cui la gente contaminata dalla peste era trasportata, e ce ne era tanta!. Anche don Abbondio e don Rondrigo erano lì, l’ultimo stava morendo dalla peste dopo essere stato tradito e derubato dal suo capo dei ‘bravi’, il Griso. Lucia credeva di non poter sposare Renzo perché l’aveva promesso alla Madonna ma don Abbondio l’ha liberata di questo voto.
l’Innominato consentì rapire Lucia dal convento. Ma anche c’era bisogno della cooperazione della monaca Gertrude al convento. Don Rodrigo ci riuscì con l’aiuto di Egidio, l’amato segreto e infedele della monaca. Dopo il rapimento, Lucia rimase nel castello del Innominato e lì Lucia promise a Santa Maria, che se fosse salvata dal pericolo, lei rinuncerebbe al promesso sposo per sempre e dedicherebbe la sua vita a Dio.
Inoltre l’Innominato era in dubio se avesse fatto bene a consentire il rapito e andò a consultare il cardinale Frederigo Borromeo che per caso era nel paese vicino. Il cardinale già sapeva della storia di Lucia e chiese a Don Abbondio, anche casualmente presente, di accompagnarla a casa. Dopo la domanda del cardinale a Abbondio, perchè lui non consentì al matrimonio di Lucia e Renzo, Lucia dové spiegare che non potrebbe più sposare a causa del ‘voto’ a Dio.
Quando Renzo arrivò a Milano c’era una rivolta. Ferrer apparve in una carrozza e promise al popolo di portare in prigione il Vicario di Provvisione, che tutti consideravono il responsabile della carestia. Il popolo si mostrò soddisfatto e tornò a casa e Renzo comminciò a cercare un’osteria. Un uomo accompagnò Renzo all’osteria della Luna Piena e Renzo ordinò il vino. L’uomo chiese al’oste di prepare un letto per Renzo, ma l’oste prima volle notare il suo nome e cognome. Renzo si oppose e ordinò un'altra bottiglia di vino. Alla fine quando Renzo era ubriaco, finalmente disse il suo nome e andò a letto. L’oste portò i dati di Renzo al Palazzo di Giustizia e la mattina dopo Renzo fu arrestato nella sua camera. Sulla strada Renzo cominciò a gridare e i soldati sentirono i pericolo della folla e scapparono. Renzo usci dalla città, camminò attraverso diversi villaggi, si fermò in un’osteria, e dormì in una capanna. Al mattino attraversò il fiume e camminò verso il paese di Bergamo, dove abitava suo cugino. Don Rodrigo sentì che Lucia era in un convento a Monza e Renzo era lontano. Don Rodrigo chiese aiuto ad un tiranno chiamato L’Innominato che viveva in un castello vicino a Bergamo, per riuscire a avere Lucia.
Durante il corso 2008 - 2009 il gruppo Allegro B1 ha lavorato ad un progetto e-twinning con una scuola in Spagna. Loro hanno preparato una presentazione in italiano sui Paesi Bassi.
Renzo, Lucia ed Agnese arrivarono a Monza. Allora Renzo andò da solo a Milano, mentre le donne andarono da un frate (un amico di Fra’ Cristoforo) che le condusse al monastero della signora. Quando incontrarono la monaca a cui volevano chiedere aiuto, doverono spiegarle perché volevano nascondersi. Dopo il frate raccontò la verità, Lucia e Agnese poterono stare là. Intanto Don Rodrigo ordinerà ai bravi di scoprire il rifugio delle donne. Poi riferirono che Lucia ed Agnese si erano refugiate rifugiate in un monastero di Monza e Renzo fu a Milano da solo. Questa notizia era piaciuta a Don Rodrigo e disse al capo Griso di andare a Monza per saperne di più. Nello stesso tempo Renzo raggiunse Milano in cerca di Padre Bonaventura. Alla Porta Orientale della città notò per terra che c’erano delle strisce bianche e soffici: dei pani. Comminciò a mangarne quando corsero tre persone che gridarono. Renzo si chiese che cosa stette succendendo: forse una città in ribellione?
Fra Cristoforo andò da Renzo è Lucia perché Agnese, la madre di Lucia, glieloaveva chiesto.
A sua domanda Fra Cristoforo andò da Don Rodrigo per chiedergli di lasciare libera Lucia ma lui non lo volle.
Nel frattempo Agnese propose un matrimonio segreto, a sorpresa. La sera del giorno dopo, davanti a Don Abbondio, i due si presentarono dicendo le parole di matrimonio, in presenza di due testimoni, mentre Agnese distrasse Perpetua. Il piano fallì e il campanaro suonò le campane per aiuto.
Allo stesso tempo Don Rodrigo mandò i bravi alla casa di Agnese per rapire Lucia ma lei non c’era, tutti erano da Don Abbondio. A causa del rumore alla casa di Don Abbondio, gli uomini di Don Rodrigo fuggirono.
Allora Agnese, Lucia e Renzo scapparono, in barca, dal paese per la rabbia di Don Rodrigo.
Il gruppo di conversazione B1 di lunedì sera sta leggendo il romando di Alessandro Manzoni: "I promessi sposi" . Insieme parliamo e studiamo il contesto storico di quell'epoca, il seicento. Qui sotto troverete una presentazione powerpoint dove potrete leggere le caratteristiche di quel secolo. Ogni due settimane ci sarà il riassunto di un capitolo. Vi invito a leggerli perché è un opera veramente bella.
Riassunto del primo capitolo: Due giovanni Renzo e Lucia volevano sposarsi ma il prete Don Abbandio che potette fare il matrimonio fu minacciato dal malvivente Don Rodrigo.Don Rodrigo non voleva che i giovanni si sposassero!
Allora la madre di Lucia conosceva un avvocato furbo che forse potesse dargli un buon consiglio, peró lui anche aveva molto paura per Don Rodrigo e si rifiutó di parlare con Renzo.
Poi Lucia ebbe un' idea, cioé di parlare con fra Cristoforo, un bravo frate con molto coraggio. Agnese mandó chiamare fra Cristoforo e spiegó tutto a lui. Fra Cristoforo andó da Don Rodrigo e lo esortó a non tormentare piú Lucia. Peró Don R. si arrabbió e lo mandó via!
Intanto Agnese aveva un altro progetto: cioé organizzare un matrimonio a sorpresa con l’assistenza di 2 testimoni, gli amici Toni e Gervaso. Mentre Agnese distraeva Perpetua, Renzo, Lucia e i testimoni entrarano di nascosto nella casa di Don Abbando. Intanto Don Rodrigo diede l'incarico ai suoi bravi di rapire Lucia. Poi il progetto di sorprendere Don Abbandio non riuscí e i quattro dovettero fuggire mentre Don Abbandio ordinava di suonare le campane.
Perció la gente del paese pensó che ci fosse un pericolo e anche i bravi, che non trovarono Lucia, immaginarano che qualcuno fece la spia e fuggirono.
Poi fra Cristoforo aiutó Renzo e Lucia a scappare con un barca.
John ha messo sul blog un articolo sul fenomono Berlusconi. Si prega di leggerlo e ne discuteremo. Anche sul blog ci sarà una sintesi del Opera 'Otello' di Giuseppe Verdi. Dobbiamo raccontare, orale, in breve, di che si trattano gli atti 2 e 3. Inoltre sul blog c'è un concorso sui proverbi Pasquali da risolvere.
Vorresti pensare al corso dopo l'estate? L'idea e di ricominciare in Settembre ed una lezione ogni 2 settimane
Saluti e alla prossima settimana,
Jan
Il compositore di "Otello"
VERDI Giuseppe (1813-1901) L'operista più importante dell'ottocento italiano.La sua lunghissima carriera (1839 Oberto- 1893 Falstaff) prende le mosse dal mondo espressivo dei post-rossiniani Donizetti e Bellini,fino ad arrivare alle soglie del verismo musicale,creando uno stile personale ed originalissimo,attento alle ragioni della musica e dei valori umani dei libretti,alla cui stesura partecipava attivamente,pur non essendo egli stesso librettista,con suggerimenti,modifiche e consigli anche riferiti alla versificazione vera e propria.La melodia verdiana conquistò l'europa intera per bellezza,aderenza psicologica al significato del testo (la cosiddetta "parola scenica" tante volte nominata da Verdi),nettezza di contorni e verità poetica.L'orchestra verdiana è assai ricca e varia timbricamente e diviene spesso protagonista,al pari dei personaggi vocali,nella creazione della verità drammatica che Verdi cercava. Verdi è interessato esclusivamente all'opera seria,basandosi spesso su testi della letteratura in voga nella sua epoca (Schiller,Hugo,Dumas,Shakespeare,Byron).Verdi era affascinato da Shakespeare e trasse da lui alcuni dei suoi capolavori :Macbeth(1847),Otello (1879) e Falstaff (1879).
Verdi è l'operista che più di ogni altro dimostrò di cogliere il valore del drammaturgo inglese e non prese semplicemente spunto dai soggetti shakespeariani per alimentare gli schemi convenzionali dell'opera lirica
Trama dell’opera Otello
John CoxPorto a Cipro, alla fine del XV secolo.
Lo storico conflitto tra flotte cristiane e musulmane per il controllo del Mediterraneo orientale adesso si svolge fra la Repubblica veneta e l’Impero turco. Principale obiettivo è l’isola di Cipro, occupata da Venezia. Il comandante della flotta veneziana è Otello, il quale riveste anche l’incarico di governatore di Cipro. Eccezionalmente, Otello è un moro, un musulmano convertito alla religione cristiana, sposato ad una nobile veneziana, salito al più alto grado delle forze armate della Serenissima.
Atto primo Otello, vincitore della flotta turca, deve scampare una terribile tempesta prima di giungere in porto. La gente di Cipro e la guarnigione veneziana si uniscono nel salutare la duplice vittoria e portano in trionfo Otello. La folla e i marinai accendono un falò per festeggiare, mentre il moro si ritira per incontrare la propria consorte, Desdemona.È presente Jago, l’alfiere di Otello. Nel suo intimo egli è un feroce razzista e brama la rovina del moro. A dispetto di una simulata devozione al padrone, Jago odia Otello perché costui ha promosso Cassio al rango di capitano al posto suo. Roderigo, un nobile veneziano è innamorato di Desdemona: Jago si offre di aiutarlo nell’allontanarla dal marito. Quando comincia a scorrere il vino, Jago spinge Cassio a ubriacarsi. Cassio è molto intimo di Otello, avendogli fatto da tramite nel corteggiamento di Desdemona. Nello stato d’ebbrezza in cui si trova, Cassio si azzuffa con Roderigo e nella rissa che segue costui ferisce Montano, un ufficiale. Appare Otello a ristabilire l’ordine, ma toglie i gradi a Cassio e lo scaccia.La folla si allontana, lasciando Otello solo con Desdemona. I due considerano la natura e la forza del loro reciproco amore. È evidente che per Otello quest’amore equivale ad una forma di venerazione.
Atto secondo Caduto in disgrazia, Cassio è convinto da Jago che il mezzo migliore per ritornare nelle grazie di Otello sia Desdemona, attesa a momenti nel giardino. Rimasto solo, Jago proclama il suo credo nella supremazia del demonio e rivela che il suo destino consiste nel diffonderla; alla fine arriva la morte, ma dopo non c’è nulla.Cassio intrattiene Desdemona in conversazione fino all’arrivo di Otello. Jago finge sospetti sul loro incontro, per poi scacciarli come semplici illazioni. Desdemona è accolta da un gruppo di isolane e dai loro bambini che recano fiori e doni. Costoro mostrano verso la donna sincero amore e rispetto. Nel mettere in guardia Otello contro la gelosia, Jago riesce ad istillare nella sua mente il seme del dubbio, cosicché quando Desdemona difende la causa di Cassio, egli si mostra insolitamente scortese e accusa segni di malessere. Lei cerca di portargli sollievo con un fazzoletto da lui donatole come pegno d’amore. Il moro l’allontana spazientito, lasciandolo cadere. Quando la confidente Emilia va per raccoglierlo, Jago lo reclama per sé. Pur essendo sua moglie, Emilia, intravede un recondito scopo e rifiuta, ma Jago infine se ne impossessa.Allontanatesi le donne, Jago comincia la sua opera di persuasione su Otello. lSostiene di aver udito Cassio che sognava di amoreggiare con Desdemona, ed introduce lo stratagemma del fazzoletto, che Otello poco prima aveva avuto fra le mani. Questo è il punto debole del moro, all’idea del disonore femminile. Jago lo ha messo in trappola. I due si uniscono in un inno alla vendetta, che invoca a testimone l’intero creato, in cui Otello aveva proiettato, solo poco tempo prima, tutto il suo amore per Desdemona.
Atto terzo Un araldo annunzia l’arrivo di una nave che conduce un ambasciatore veneziano. Jago deve agire in fretta per raggiungere il suo diabolico intento. Otello reclama prove lampanti dell’infedeltà di Desdemona, che Jago assicura di poter avere da Cassio in persona. Appare Desdemona e ancora una volta domanda perdono per Cassio. Otello dà nuovi segni di malessere e le chiede di fasciargli la fronte con il fazzoletto che le aveva donato, lo stesso fazzoletto trafugato poco prima da Jago. Egli ne vanta l’eccezionale potere magico, mette in guardia la donna dallo smarrirlo, prima di scacciarla rabbiosamente.Rimasto solo, Otello si lamenta con Dio, perché qualsiasi disgrazia avrebbe potuto sopportare, ma non quella di perdere la sua tranquillità dell’anima. Se la donna è veramente colpevole, la morte è l’unica punizione. Ma egli deve avere la prova decisiva. Jago conduce Cassio e i due conversano frivolamente su una certa Bianca. Otello osserva non visto. Egli segue l’eccitata conversazione dei due e crede che le loro risate si riferiscano a Desdemona. Cassio descrive il ritrovamento di un misterioso fazzoletto nel suo appartamento e lo mostra a Jago, il quale si accerta che l’abbia visto Otello. Fra tutte, ecco la prova di cui aveva bisogno il moro. Intanto Lodovico, ambasciatore della Serenissima, con la sua delegazione sono sbarcati e stanno per sopraggiungere. Orello e Jago si accordano di uccidere sia Desdemona che Cassio la notte stessa.Lodovico reca l’ordine con cui il Doge richiama Otello a Venezia. Suo successore come Governatore di Cipro sarà Cassio. Mentre Jago continua la sua instancabile trama, umiliato e rabbioso, Otello assale Desdemona dinnanzi a tutti. L’incontro ha termine nella confusione generale. Otello cade in apoplessia. Fuori la folla continua ad acclamare il suo eroe, all’interno però il trionfatore è Jago.
Atto quarto È notte. Desdemona attende Otello, mentre Emilia la prepara per andare a letto. Lei accenna una canzone su una giovane, cantata da una serva della madre.Quando entra Otello, Desdemona è già addormentata, La bacia e la sveglia. Le dice che sta per ucciderla e le riferisce il motivo. Resta sordo alle dichiarazioni d’innocenza della donna.Torna Emilia con la notizia che Cassio ha ucciso Rodrigo. Trova Desdemona in fin di vita e dà l’allarme. Lei, Cassio e Montano svelano l’infamia di Jago che si dà alla fuga, inseguito dalle guardie.Otello si getta sulla spada e muore, baciando Desdemona per l’ultima volta.
Aria del quarto atto - Desdemona prima di andare a letto Ave Maria (testo)